mercoledì 30 luglio 2008

Da Padre a Figlio

Ciao Enrico,
Visto che non riesco in nessun modo a contattarti ti pirato il blog con un contenuto che sta facendo furore in parlamento. Autore Bertold Brecht.

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me e non c'era rimasto nessuno a protestare.

giovedì 5 aprile 2007

NON E' ANCORA FINITA


No, non è ancora finita

la nausea di vivere,

la nausea degli oggetti,

la nausea della società.


La mia infanzia è svanita

in una smania di sapere,

dicevo "Qui siamo costretti

al difuori della realtà!"


Ma era quella la vera vita,

la voglia di vedere,

ora vedo, sì, ma solo giochetti

travestiti da verità.


Ora la vita imita

ciò che in realtà dovrebbe essere,

e il peggiore dei suoi aspetti

è una desolante inutilità.


Sempre più aspra è la salita

mentre il tempo si fa cenere,

questo vuoto, se permetti,

quanta nausea mi dà!


No, non è ancora finita

la nausea di vivere,

la nausea degli oggetti,

la nausea della società.

28/O2/O6

IL SENSO

Quante serate

passate

da solo a pensare

o con gli amici a parlare

cercando con insistenza

il nocciolo dell'Esistenza.


Quanta presunzione

nel cercare una ragione

alla speranza

alla sofferenza.


Più volte ho pensato

d'aver alfin trovato

il bandolo della matassa,

ma l'euforia del momento

passa

e lo smarrimento

resta.



2OO5 o 2OO6

VIAGGIO INTERIORE

Ooh, finalmente in pace

tutto tace

fuorché la voce

della foce

del fiume dei miei pensieri.


Tutto è così tranquillo

cinguetta il mio cervello

come un uccello

dal becco tutto giallo

e le piume rosse verdi e blu.


Tutto è così buono

da far sembrare un dono

ogni singolo suono

dal rombo del tuono

al passo d’una formica.


Lo scopro oggidì

è sempre stato così

basta volerlo, eh sì!

Questo luogo qui

è nell’anima di ognuno.


Ci son già stato

su questo bel prato

ci sono nato

l’avevo dimenticato

finalmente a casa…


O9/O5/O6

Yp Yp Urrà!


Se la ride ora il beccamorto!

Per quante salme abbia nell’orto,

per quanto sembri sempre assorto,

per quanto ognuno lo guardi storto,

ora finalmente si è accorto

che ad esser triste aveva torto,

ora si sente risorto!

Così si fa!

Yp Yp Urrà!


Se la ride ora lo sfollato!

Per quanto abbia lasciato

il suo paese devastato,

ha capito di aver sbagliato

a dare per scontato

che una casa l’avrebbe salvato,

ora si sente un po’ rinato!

Così si fa!

Yp Yp Urrà!


Se la ride ora il vecchio Gino!

Per quanto la sua vita sia un casino,

tra giornate da fattorino

e nottate a parlar col vino,

ha ora capito che il suo destino

non c’entra, non è mica un bambino!

Così si fa!

Yp Yp Urrà!


23/O7/O6